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lunedì 24 febbraio 2025
di Claudio Fontanini
NOI E LORO
Un magnifico Vincent Lindon nel bel film delle sorelle Coulin
Una faccia che sembra aver combattuto mille battaglie e una carica di umanità innata che ti fa sentire subito a casa guardandolo. In concorso a Venezia 81, Noi e loro (Jouer avec le feu il titolo originale) regala un’altra magistrale interpretazione di Vincent Lindon, premiato al Lido con la Coppa Volpi di miglior attore

Una fiaccola in mano a illuminare i binari della ferrovia che controlla di notte, Pierre, sindacalista convinto prossimo alla pensione e con due figli a carico che ha cresciuto dopo la morte della moglie avvenuta troppo presto, è il centro e l’anima di un film attuale e poderoso, diretto da due sorelle (Delphine e Muriel Coulin, rivelatesi nel 2011 con 17 ragazze) con rigore e misura. 

Un bel ritratto familiare e ambientale (siamo  a Metz, in Lorena, nella provincia francese) che attraverso gli sguardi e i dettagli (magnifico quel tavolo allungabile ripiegato in cucina con Pierre rimasto solo) rivela lo stato delle cose del nostro tempo. 

Politico e sociale, Noi e loro racconta la condizione del precariato giovanile (La generazione dimenticata la chiamano in tv) e le derive nere di un’Europa che sta sostituendo i padri con la Patria
Ed ecco Pierre alle prese con due figli così diversi, eppure così uguali, una sorta di opposti che si toccano rivelando la fatica del vivere e l’urgenza di trovare il proprio posto nel mondo

Fus (Benjamin Voisin, bravissimo), il primogenito problematico, è un appassionato di calcio, non ha concluso gli studi da metalmeccanico e frequenta un gruppo ultras con derive fasciste mentre Louis (Stefan Crepon), il più piccolo, sta per trasferirsi a Parigi nella speranza di essere ammesso alla Sorbona. 

Siamo carne da macello confessa Fus che passa le giornate al Fight club (bellissima le sequenza col padre che lo segue fin dentro l’arena da combattimento) e progetta spedizioni punitive agli immigrati. 
Finirà male, tra croci celtiche tatuate sulla schiena e una traversa di una porta da calcio che diventa una spranga. Con quel padre che non vuole sporgere denuncia e quel figlio che non crede nella giustizia. 

Mentre le idee uccidono e il silenzio non protegge (Non posso capire se non mi spieghi dice Pierre a Fus al toccante colloquio in carcere). Tratto dal romanzo Quel che serve di notte di Laurent Petitmangin, Noi e loro emoziona e convince allontanandosi dalla facile sociologia con pudore e senza retorica, rivelando una mascolinità tossica che nasconde il dolore sotto la superficie. 
Da vedere.        

In sala dal 27 febbraio distribuito da I Wonder Pictures


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