AMARGA NAVIDAD
Almodovar in concorso a Cannes con un gioco metacinematografico
Vita e arte, finzione e realtà, l’atto della creazione e fin dove può spingersi la vampirizzazione della realtà che lo circonda. Pedro Almodovar torna con Amarga navidad (il titolo proviene da una stupendo brano di Chavela Vargas) alle atmosfere dolenti e angosciate di Dolor y gloria, col quale condivide il transfert emotivo tra il regista spagnolo e quelli protagonisti delle due storie »»»
di Claudio Fontanini
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Dopo L’orto americano, sottovalutato horror gotico padano che chiuse Venezia 2024, Pupi Avati torna alle atmosfere del dramma intimista con Nel tepore del ballo,...»»» di Claudio Fontanini
Dorme su un divano in canottiera e mutande avvolto dal sipario rosso del teatro da dove fa capolino. E’ un musicista anarchico e nichilista (Sto di casa nella fine...»»» di Claudio Fontanini
Parole d’ordine: lusso e bellezza. Intelligente, potente e inaccessibile, Mariane Farrere (una superba Isabelle Huppert) dirige un’azienda francese di cosmetici che...»»» di Claudio Fontanini
Non di sola popolarità televisiva si vive. Abbandonati coraggiosamente i panni di Imma Tataranni, Vanessa Scalera dimostra che oltre la toga c’è di più calcando le...»»» di Claudio Fontanini